Noi a dipingere il cielo

Si riferisce a un libro fantasy e romantico, con una trama ambientata in una città magica dove due pittori, Lady e Arthur, hanno l’incarico di dipingere le nuvole e intrecciare le stelle.

CAPITOLO DUE     -LADY

CAPITOLO DUE     -LADY

«Stiamo pensando all’organizzazione di un nuovo evento per quest’anno.» Annuncia Clarisse la mattina seguente al nostro solito appuntamento di gruppo.

«Un evento di che tipo?» Chiedo immediatamente sgranando gli occhi per la paura.

«Ma certo che la riprenderai! Qual è la data esatta della festa?»

«Il venti giugno.»

«Dammi retta ce la farai, e poi ho intenzione di darti una mano. Ho visto una locandina interessante oggi in piazza.» Mi dice guardandomi con fare malizioso. «E ho pensato subito a te.»

«Una locandina di che genere? Che hai in mente?» Chiedo un po’ spaventata.

«Tu fidati e basta. Comunque, vuoi spiegarmi come hai fatto in quest’ultimo mese a gestire gli incontri di gruppo se nessuno sa del tuo problema?»

«Ho temporeggiato. Inventavo progetti inesistenti, cercavo di fare bozze dei miei nuovi disegni sulle nuvole ma non li ho mai fatti vedere a nessuno. Non ho fatto esercizi davanti agli altri e…»

«Okay ho capito. L’hai scampata.»

«Si, anche perché abbiamo fatto solo quattro incontri, quindi sono riuscita a cavarmela. Adesso però sono rovinata, non posso più nascondere questa situazione.»

«Per questo sono sicura che la soluzione che ho trovato sia perfetta!» Ribatte lei con un sorrisino. «Domani alle 15 presentati in piazza Ovest, davanti alla fontana, ti spiegherò tutto lì.»

«Ma perché? Non puoi dirmelo ora? Sei qui, perché aspettare domani?!» Ribatto stizzita.

«Perché così è più divertente!» Sogghigna lei. «Comunque, oggi ho visto Arthur in giro quando ero in piazza, quello del tuo gruppo, credevo fosse all’incontro anche lui. Non ha poteri che riguardano le stelle o cose così?»

Ho raccontato a Marge chi sono i miei compagni di gruppo solo una volta, eppure lei ricorda i dettagli di ognuno, incredibile. «Infatti.» Rispondo pensierosa. Che ci faceva in piazza? Non ha nemmeno avvisato che non sarebbe venuto al gruppo. «Strano» Continuo avvolta dai miei pensieri.

«Beh, lasciamo perdere. Vieni ora, ti mostro la nuova piantina che ho preso per la terrazza!» Mi dice Marge super entusiasta abbandonando la tazza di thè sul tavolo e trascinandomi con sé.


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